Piera Simeoni

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

STRALCI DI GIUDIZI CRITICI

MARIO POMILIO (dalla pref. a ''Punto di sutura''): ''Punto di sutura di Piera Simeoni ha l'aria di essere il frutto di una scelta severa, quasi avara: pochi versi, ma nitidi, portati all'essenziale (...) In tutto, il senso d'una vita umbratile, fortemente serrata in se stessa, fortemente meditativa. Piera Simeoni ama le soste e i rifugi, le scansioni interiori, i momenti penetrati di silenzio e, più propriamente, d'un raccoglimento che dà nel religioso. La solitudine è comunque il suo spazio. Ma si tratta d'una solitudine vigile, capace di lunghi ascolti e attentissima al particolare.

MARIA L. SPAZIANI (in ''TUTTOLIBRI'' del 2/12/1978): '' ... Il suo discorso va dalla meditazione cristiana a un angosciato esistenzialismo di ascendenza heideggeriana, da una risentita registrazione di tragedie politiche e sociali, a riflessi di una sensibilità ecologica e cosmica. Colpisce in lei una certa secchezza prosodica e, inversamente, una ricchezza di colori e metafore che sembrano da soli riempire lo spazio della pagina.

Da ''PAESE SERA'' del 30/1/70 (A.S.): ''Esile e quasi reticente nella sua rigorosa asciuttezza (...) Liriche ed Epigrammi affonda le sue radici in quell'esperienza poetica che, collocandosi storicamente al di fuori dell'ermetismo, di questo prosegue la ricerca di una strenua essenzialità. Vasto il campo dei suoi oggetti poetici: polemica letteraria, satira politica, affetti familiari, l'infanzia, l'amore, la morte (...) In bilico su un mondo franante, cui è impossibile conferire un senso (...) l'immagine dell'infanzia si isola su uno sfondo imperturbato e immobile nella memoria.''

GIUSEPPE A. CAMERINO (''INFORMATORE LIBRARIO'', nov. 1978; "LETTERATURA ITALIANA CONTEMPORANEA'', sett.-dic. 1981; ''RAGGUAGLIO LIBRARIO'', giugno 1993):
''La ricerca poetica di P.S. potrebbe essere definita come un'eccezionale capacità di avvertire in modo immediato una dimensione assoluta nelle ombre, nelle pause, nelle sensazioni della propria esistenza quotidiana (...) La sensazione, il motivo contingente e l'incombenza stessa degli oggetti tendono a divenire dei simboli assoluti, delle scoperte originali (...) Nella sua poetica l'autrice sconta un ideale di poesia che non può dare spazio al gusto descrittivo, ma tende a far convergere gli oggetti e le immagini (...) verso un centro essenziale e poco alterabile di significati. Quanto di raffinamento e di purificazione questo gusto poetico comporti nelle scelte linguistiche è facilmente comprensibile.

''Sin dal titolo, Il rosso dei papaveri mi s'è preannunciato come poesia composta in chiave simbolica (...), ma il ''fuoco di papaveri'' non esprime romanticamente un radioso esito di libertà o di liberazione spirituale, ma ciò che si spera con fiducia di raggiungere e ciò che deve esistere e ancora non esiste. (...) Da tempo P.S. insiste nella sua ricerca spirituale e poetica: intendo riferirmi alla sua speranza profonda in una via di salvezza dell'uomo oltre e malgrado gli impedimenti del vivere. Non a caso la stessa poetessa, la quale nella sezione UTOPIA raccoglie, anche con significative variazioni, liriche già apparse in serrato con il senso della vita (...). La poesia di Piera Simeoni, allora, si muove in un campo per così dire tutto da scoprire, ancora selvaggio (...) dialogo con un mondo completamente dimenticato: quello dove il valore è premiato, la coerenza diviene stella del cammino e tutto, fin nei respiri più segreti della natura, dice di un'ansia più grande: respiro possente del creato / pungolo che ci scaglia / in sintonia col moto universale / che le stelle allontana e le galassie."

ALBERTO FRATTINI (''Storia della letteratura italiana - Il secondo novecento - vol. 1°, pagg. 125-126): '' (...) nella sua prima raccolta esprime antifrasticamente il senso di una religiosità come carenza di assoluti e di risposte ai più inquietanti interrogativi dell'esistenza. Dopo il ritorno alla fede la sua poesia si fa espressione di una vita interiore ancor più raccolta (...) Nel Rosso dei papaveri il presentatore, Vittorio Vettori, sottolinea la convergenza di due fondamentali motivi, quello ''di una luminosa incandescenza vitale, simbolicamente espresso dal rosso dei papaveri, e il motivo etico-politico dell'utopia.'' Ma l'altro motivo che qui affiora è il gemito con cui l'intera creazione - secondo S. Paolo, Romani, 8, 22 - sospira per la sua totale palingenesi verso ''la forma di là da venire"."

PAOLO MARLETTA (''Rassegna di cultura e vita scolastica'', mag.-luglio 1982): ''(...) Una perfetta fusione tra felice istinto di natura e religiosità è caratteristica di questa produzione lirica della Simeoni.''

RAFFAELE PELLECCHIA (''La Poesia nel Lazio'' Forum / Quinta Generazione, pag. 97): ''Animata da una costante (...) tensione dialettica (...) la produzione di Piera Simeoni, sin dalla prima raccolta (...) recepisce il modello di una poesia diversificata nelle forme e nelle offerte tematiche, eppure sostanzialmente fedele ad un progetto gnoseologico aspro e frastagliato che coincide con l'avventura esistenziale e storica di una coscienza vigile.''

GIORGIO TAFFON (''L'Informatore Librario'', luglio-ago. 1985): '' (...) La poesia della Simeoni (...) si pone come vettore assoluto della sua ricerca spirituale, talché ricerca poetica e tensione religiosa vengono a coincidere, in un versante tutto moderno secondo cui il poeta è privilegiato nel saper penetrare le ragioni profonde dell'Essere (...)''

VITTORIO VETTORI (Prefaz. a Il rosso dei papaveri): ''Il cammino (della) poetessa romana (...) a volerlo considerare nei suoi esiti più significativi e durevoli, si riassume tutto in due ordini fondamentali: l'ordine di un'ulteriore sublimazione dell'angst, della sofferta ''doglia'' esistenziale, e l'ordine di una più intensa e più larga ''personanza'' spirituale delle domande e delle invocazioni custodite (...) nelle (...) profondità dell'inconscio, (...) cui fa conseguentemente seguito la stratificata ed armonica articolazione di una duplice poetica, individuabile da un lato come poetica della luce e d'altro lato come poetica della speranza. Da qui il simultaneo e convergente esplodere di due fondamentali ''motivi'': il motivo di una luminosa incandescenza vitale (...) e il motivo etico-politico dell'utopia.''

 
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